Wind of change

•21 gennaio 2020 • Lascia un commento

Sono giorni che ormai non faccio altro che pensare, rimuginare, farmi domande, arrovellarmi, cercare soluzioni, immaginare un momento in cui sarò di nuovo tranquilla, e tuttavia non ottengo niente, nessuna risposta, nessun passo avanti, solo incertezza.

Poco fa, ho deciso di venire su Altrove perché altrimenti mi sarei fatta uscire il sangue dal labbro, a forza di mordermi le dannate pellicine. Mi fa male la testa, perché non riesco a controllare il fatto di non mordermi le pellicine, perché il nervoso scorre costante anche se cerco di pensare ad altro, anzi forse è peggio quando sono sovrappensiero. Il mio continuo mordicchiare mi causa dolori ai muscoli della mascella, ai denti, al collo e alla testa. così, ormai da non so più nemmeno quanto.

ho capito quanto questa società consumistica ci sta avvelenando. ho guardato delle vecchie foto di qualche anno fa: all’epoca ero senza lavoro, senza un soldo, senza tante cose che posseggo oggi.. eppure non ne sentivo il bisogno che sento oggi. Ecco fatto, il lavoro mi ha avvelenata. ora non riesco nemmeno a vivere col pensiero di essere disoccupata, mi fa impazzire! ed ogni cavolo di giorno lo passo a mandare curriculum, anche per cose che in realtà non fanno per me.. solo nella speranza di avere un lavoro. che schifo di esistenza a cui ci condanna questa società.

che schifo di articoli che scrivo, quando la mia mente è avvelenata dai pensieri sul lavoro. che tristezza.

se potessi tornare indietro.. … ….

Foto

•20 novembre 2019 • Lascia un commento

Il tuo sguardo è sempre bello, ma triste.

Ci vorrebbero più persone che sanno leggerti in fondo al cuore come stai.

Sorridiamo e gli altri stanno meglio, sono sollevati dal non vederci tristi, perché non sanno consolare.

E’ solo un altro giorno di pioggia in cui fingiamo che splenda il sole.

Rimangono forse le foto, a ricordarci chi eravamo. Forse nemmeno.

—————

Martin Courtney – Foto

A photo held in front of you

Or held in front of me

Can’t tell us what we both already knew

Its not too hard to see

We’re not the same as who we were before

Who we were before

Doesn’t matter anymore

Who we were before

A photo in your old passport

Of you at age fourteen

It doesn’t look much like you anymore

The past is just a dream

You’re not the same as who you were before

Who you were before

Doesn’t matter anymore

Who you were before

H.O.P.E

•31 agosto 2019 • Lascia un commento

Dal feed Instagram:

31. Speranza – Una volta conoscevo una persona che basava la sua intera esistenza sul concetto di ‘speranza’. Per un periodo convinse anche me che si poteva vivere in quel modo, che la #speranza fosse veramente la nostra salvezza, e per quel breve periodo mi sentii sollevata, perché avevo qualcosa in cui credere ancora. Oggi quella persona non so più nemmeno dove sia, perché ha preferito sparire senza nessuna vera motivazione. Oggi non vivo più nella dolce e semplice illusione della speranza, oggi guardo #altrove , o meglio #oltre . Ho imparato che sperare a volte è solo una maschera candida per non fare: Se non lavoriamo sodo per far accadere le cose, quelle non arriveranno da sole. Io preferisco costruirlo qualcosa, anche con fatica, piuttosto che sperare che un giorno si realizzi e non fare nulla. Quindi per me questa parola non ha alcun significato.

E così si chiude questa #challenge che ci ha condotto alla fine di agosto, passato in un battito di ciglia. È stato un viaggio interessante e affascinante, per me dentro me stessa, nella mia mente, nei miei sentimenti, mi ha fatto scoprire e ri-scoprire alcuni lati di me che non considero spesso, e spero li abbia fatti conoscere anche a chi ha viaggiato insieme me nella #instaprism2019 . Grazie a chi ha assistito, ha chi ha messo mi piace e a chi ha condiviso con me questi momenti estivi, e grazie a @prismatic310 per averci portato questa challenge estiva. ‘A un altra vita’ – cit. 🧭
Punto e Altrove.

Baby you’re the coolest moon when the night’s begun And I’m a goth in the sun
And you can sleep through the summer days
I know you think I’m morbid when I say I hope you die by my side The two of us at the exact same time

– H.O.P.E by: Molly Nilsson

Please, don’t take my Sunshine away

•31 luglio 2019 • Lascia un commento

You’ll never know dear,How much I loved you..

The Stars we are

•14 giugno 2019 • Lascia un commento

Mi è arrivata una lettera sull’app Slowly composto come un messaggio in una bottiglia disperso nel mare dell’etere. Il suo claim era qualcosa che mi suonava in modo abbastanza presuntuoso, e forse il suo intento per farsi notare era proprio la presunzione.

L’essere umano è così solo e vuoto a volte, che fa di tutto per avere un po’ di considerazione dagli altri: si agita, si sbraccia, sbraita. Altre volte semplicemente snobba le persone sentendosi troppo speciale per gli altri e si èleva su un piano superiore, senza fondamento, senza ragione, quando forse basterebbe solo dire: “Ehy! ciao, sono anche io qui, ti va di parlare?” Nessuno di noi è davvero speciale, c’è chi è più portato per qualcosa, ma tutti possiamo imparare, con impegno, costanza e passione; quella persona non è un Dio, non è meglio di te e tu non sei meglio di quella persona.

Io invece sono Nessuno, ho risposto, alla sua arrogante affermazione: “Spero che questa lettera andrà a qualcuno come me, ma non esiste nessuno così: io sono troppo speciale”. Ed ho continuato poi con le seguenti parole:

Siamo tutti unici ed in qualche modo questo ci rende speciali già di per sé. La lotta umana per prevalere gli uni sugli altri ci porta a voler essere sempre “più di qualcun altro” in qualsiasi maniera. Ma forse la vera essenza dello speciale, è solamente accettare di essere nulla al cospetto dell’immensità in cui viviamo.

Siamo piccoli miracoli, effimere meraviglie irripetibili.

Noi siamo le stelle.

Hollow Hills

•6 giugno 2019 • Lascia un commento

None of us can live forever, and so we ask those who survive to remember us. Hold something in your mind and it lives on with you, but forget it and you seal it away forever. That is the only death that matters.

Nessuno di noi può vivere per sempre, quindi chiediamo a quelli che sopravvivono di ricordarci.

Tieni qualcosa nella tua mente e vivrà con te, ma dimenticalo e lo perderai per sempre.

Questa è l’unica morte che conta.

93 million miles

•4 giugno 2019 • Lascia un commento

Scrivo questo, in un giorno qualunque, in un momento qualunque, perché questo è un pensiero che non è scaturito da nulla di esterno (come spesso accade quando mi rifugio qui, ǝʌoɹʇl∀) questo è un pensiero di quelli costanti, che è sempre laggiù nel pozzo oscuro dell’inconscio. Uno di quei pensieri che “se non ci penso è meglio”, “faccio finta che non esista” perché altrimenti fa troppo male.

Ma oggi va così, oggi è un giorno qualunque e come spesso accade in questi giorni che non lasciano nessun segno, io sono sola, sola con me stessa, coi miei pensieri, si.. anche e soprattutto i pensieri del Pozzo inconscio. E oggi non scappo nemmeno da loro, oggi sto appoggiata a quel pozzo senza fine, guardando giù fin dove la luce scompare, oggi vorrei annegare in quei pensieri a cui non voglio mai pensare. Forse solo in questi momenti, non fa poi così male.

Quando penso a voi, quasi mi si ferma il respiro e le lacrime mi impediscono di scrivere, la mia non è solo tristezza probabilmente è anche una consapevolezza mista a rimorso; il sapere che la mia esistenza è e sarà sempre priva di un vero rapporto sereno, con voi, mi lacera. Voi non avete colpa, nessuno ha davvero colpa, alla fine io ho scelto la via più semplice: farmi da parte per il quieto vivere, ed ho rinunciato a voi.

Non è giusto, lo so, ma combattere un eterna lotta che non avrei mai vinto sarebbe stato peggio.

Non avrò mai il privilegio di pensare di portarvi via per un giorno, per farvi star bene, di regalarvi momenti sereni, di abbracciarvi ed esprimervi affetto normalmente; perché io vivo sui bordi delle vostre vite, lasciando spazio, stando in silenzio senza creare (altri) problemi, vi guardo.. e siete sempre più lontani, ed il tempo è sempre più veloce, ed io nel mentre che la vita succede.. vi perdo.

Avrei voluto portarvi al mare, quel mare che tanto amo, passeggiare, chiacchierare. Semplice direte voi, impossibile penso io. Posso solo starvi vicino, a distanza.

E così il pozzo inconscio si riempie di altre lacrime. E così va avanti per sempre, anche in un giorno qualunque dove non c’è motivo di essere tristi: io lo sono.

Seph.

  • 93 million miles è una canzone di Jason Mraz
    Il titolo della canzone si riferisce alla posizione geografica della Terra all’interno del Sistema Solare, che si trova a 93 milioni di miglia dal Sole. Liricamente, la canzone parla del fatto che “non importa dove ti trovi nel pianeta, puoi chiamarlo sempre casa”.
    “93 milioni di miglia dal sole è dove viviamo e 240.000 miglia dalla luna e questa è la nostra posizione geografica all’interno del nostro sistema solare, ma non importa dove ti trovi, puoi chiamare quella la tua casa. Volevo creare una canzone che riconoscesse che la casa è dove è il cuore e che dipende da te decidere “.
 
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